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L'archivio storico della Società Operaia e Contadina di Mutuo Soccorso di Gorgonzola (1872)

  • Immagine del redattore: concordiola
    concordiola
  • 21 lug
  • Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 24 ago


La Società operaia di Muto Soccorso di Gorgonzola nasce il 14 luglio 1872 con il nome di “Società di mutuo soccorso fra operai, agricoltori e altri cittadini di Gorgonzola”.


Le Società operaie e contadine furono attivate in Italia dopo l’ondata rivoluzionaria del 1848, quando alcuni stati concessero costituzioni liberali che permettevano l’associazionismo. Nacquero dalla cultura laica (mazziniana, socialista, internazionalista, anarchica) e cattolica, tesa a superare il semplice concetto caritativo, per aiutare i lavoratori a darsi un primo apparato di tutela sociale e sanitaria in caso di perdita del lavoro, malattia, invalidità.

A Gorgonzola la Società di Mutuo Soccorso ebbe origine dal gruppo locale di Libertà e Fratellanza, che nel 1843 raccolse giovani animati da ideali risorgimentali e umanitari. Alcuni di loro: Fedele e Federico Massara, Serafino e Giuseppe Apostolo, Davide Cereda, Giacomo Bassi,  parteciparono alla rivolta popolare delle Cinque giornate di Milano del marzo 1848 e al ritorno degli Austriaci vennero arrestati e liberati dopo due mesi di reclusione nel castello sforzesco.  

Per la sua formazione giuridica ed economica Fedele Massara rivestì un ruolo importante per la Società Operaia di Mutuo Soccorso di Gorgonzola. Nacque il 23 febbraio 1825 da Emilia Gerosa e Giuseppe Massara, albergatore. Ebbe tre fratelli (Paolo, Antonio e Zaccaria) e la sorella Costanza. Studiò giurisprudenza a Pavia, senza però conseguire la laurea. Esercitò a Milano l’avvocatura ma i suoi principali interessi si concentrarono su questioni economiche e sociali, legate soprattutto all’agricoltura. Ricoprì numerose cariche nel Consorzio agrario di Milano, nella Società Mutua contro i danni della grandine, nel consiglio comunale di Milano e dei Veterani,  dell’Associazione di mutuo soccorso del personale delle vetture pubbliche. .

Fu inoltre  pubblicista e collaborò per 20 anni con il Bollettino dell’Agricoltura di Milano, di cui fu fondatore, redattore e responsabile. E’ ancora molto noto tra i cittadini di Gorgonzola per lo scritto Cenni sulla storia, fabbricazione e commercio dello stracchino di Gorgonzola, allegato al volume Melzo e Gorgonzola e loro ditorni, dello storico Damiano Muoni, edito a  Milano nel 1866.

L' archivio storico della SOMS di Gorgonzola conserva la stampa del suo rapporto morale letto durante l’assemblea del 7 settembre 1873, a poco più di un anno dalla fondazione del sodalizio.

 " Appena |a vostra società venne costituita, fu compito de]la vostra Amministrazione di studiare i modi per estenderla e consolidarla. La vostra società, come ben sapete, ha un. duplice scopo, uno cioè morale, l'altro materiàle. Non basta che essa assicuri a voi un sussidio nei vostri bisogni e metta a frutto per le vostre disgràzie il risparmio che voi ogni mese le affidate, ma occorre che essa vi educhi alla previdenza, vi stringa in vincoli d' affetto, perchè possiate ajutarvi l' un l' altro, e vi procuri le simpatie e gli appoggi delle classi più elevate. promovendo in voi il grande sentimento della disciplina e dell' onestà. Voi, accettando lo Statuto sociale avete promesso d' uniformarvi a quei principi di moralità che sono in esso sanzionati, e fino ad ora è lieta la vostra Amministrazione d' attestare che avete tenuta la promessa con una condotta ed una puntualità sotto ogni rapporto lodevoli.

E' perciò che molti soci onorari continuano a prestarvi il concorso delle loro intelligenze e dei loro contributi. Questo è un grande beneficio per voi, perchè, a fronte di chi pensa in contrario, il concorso di soci onorari è il miglior elogio dell'associazione e di voi".

(...) E a voi, o cari operai, mi sia permesso rivolgere una parola amica e dare un consiglio. Abbiate fede nell' Associazione che avete così lodevolmente costituito e perseverate in essa. L' esser socio è una patente d' onoratezza, della quale dovete andare orgogliosi, perchè essa innalzando la vostra dignità, vi porrà nel rango degli uomini stimati. Per essa potrete essere fieri di ricevere un sussidio, perché questa non sarà l’elemosina che avvilisce e umilia ma la sarà il diritto acquisito col sublime sacrificio del risparmio".  

              

L’Adunanza generale che approva il primo statuto registra un’aderenza di 216 soci, dunque 16 oltre i 200 necessari per la costituzione della Società. L’oggetto della società è “raccogliere contribuzioni e ricevere oblazioni per costituire un fondo con il quale assicurare ai soci che ne fanno parte un sussidio giornaliero in caso di loro malattia” impegnandosi a promuovere “l’educazione, la moralità e il benessere delle classi lavoratrici”. La Società, che nasce dunque con ideali laici avendo come principio quello di unire contadini, operai e altri lavoratori per una mutualità utile a garantire ai singoli soci servizi e assistenza, prevedeva un’Assemblea generale e un Consiglio di Amministrazione composto da Presidente, Vicepresidente, Segretario, 30 Consiglieri, oltre a due medici, un banderale e un vice banderale, un inserviente, un cassiere e un corpo musicale.

Primo presidente fu l'avvocato Bartolomeo Gualla, seguito dall'ingegnere Guido Giana, che rimase in incarica fino al 1927.      

Tra i servizi offerti dalla Società vi era non solo l’assistenza a malati e invalidi tramite l’emissione di sussidi, ma anche il trasporto di latte, ritiro dei rifiuti, servizi funebri e accompagnamento degli invalidi alle urne.

Negli anni sono attestati anche sforzi per la creazione di servizi in grado di contribuire all’emancipazione culturale della classe operaia attraverso la fondazione di corsi e scuole, tra cui una scuola serale di canto (1875), una scuola di disegno e dal 1892 una scuola elementare sociale.

Come altre società analoghe, anche la Mutua di Gorgonzola risentì dell’oppressione fascista che limitava il regolare svolgimento delle proprie funzioni: emblematici i divieti di offrire assistenza ai soci di religione ebraica e di utilizzo del logo con mani incrociate assunto dalla società. Dal secondo Dopoguerra, la Società ha continuato e continua a operare tuttora come Associazione dedicandosi a sostenere scuole, malati e l’intera comunità cittadina.





 
 
 

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